ricerca di ricordi e dell'inchiostro che resta
Tutto comincia con un’infiltrazione dal tetto, una crepa nel presente che lascia filtrare l’acqua di un tempo lontano. Basta una parola pronunciata per caso a Cortepietre per ritrovarsi di nuovo a diciassette anni, nel rombo di un motorino che accorcia le distanze e nel boato di un’estate mondiale..
In una discoteca di provincia, tra luci stroboscopiche e silenzi improvvisi, avviene l’incontro che cambierà il peso di ogni cosa. Inizia così un lungo dialogo di carta, fatto di pagine scritte con fatica e del tentativo ostinato di restare autentici, rifiutando ogni maschera di perfezione.
Ma nell’ombra di quelle righe si consuma il grande equivoco: un incrocio di proiezioni destinate a non incontrarsi mai. Un viaggio introspettivo dove l'ironia è l'ultimo scudo e l'inchiostro l'unica prova di chi eravamo davvero, prima che gli occhi degli altri ci assegnassero un significato sbagliato.
“La macchina si trasformò in una DeLorean con i circuiti del tempo impostati al 1984.”
“In questo clima – tra sacro e profano – avvenne la mia preparazione in filosofia.”
“Eppure, nonostante tutto, io quella partita l’ho vista come fosse stata su un maxischermo a colori: la forza del completamento percettivo.”
“Le case dei nostri vecchi ci aspettavano con la loro austerità: porte che cigolavano, cucine che profumavano di legna e latte bollito...”
“...passare di lì era come attraversare una cella frigorifera, specialmente se i capelli erano ancora umidi.”
“La strada che avevo davanti non era straordinaria, né inattesa. ”